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Palla in buca
Approvata la legge sul Golf

News & Opinioni

Orlandino Greco

Palla in buca, stavolta. Orlandino Greco, alla fine, ce l’ha fatta: la sua proposta sul golf è diventata una legge della Regione Calabria. Il consiglio regionale, dopo rinvii che si trascinavano da più di un anno, ha infine approvato le “Misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione d’impianti golfistici”.
Nel testo, così come aveva chiesto mesi fa il governatore Mario Oliverio, è specificato che «la realizzazione dei campi e delle strutture, avverrà ad opera di investitori privati che si occuperanno anche della gestione delle stesse».
Con la nuova legge sul golf si prevede di attirare un flusso di 350mila turisti all’anno, «tutti fuori della stagione turistica classica».

La non approvazione di questa legge avrebbe significato rinunciare non soltanto ai numeri e alle cifre che girano intorno a questo sport ma a una grande opportunità che in termini di business significa innanzitutto far entrare la Calabria nei contesti nazionali puntando a un turismo di qualità e di nicchia e incrementando quello internazionale.

L’obiettivo è incrementare il Pil regionale creando sviluppo e quindi generare nuova occupazione, sfruttando i campi da golf come infrastrutture principali di un sistema economico in grado di valorizzare tutte le straordinarie potenzialità ambientali, paesaggistiche, storiche, climatiche, culturali, enogastronomiche di cui questa regione è ricca.

Il progetto mira alla costituzione di cinque campi da Golf in tutta la regione, uno per provincia, da 18 – 27 – 36 buche, che saranno realizzati in prossimità di località ad alta attrattiva turistica. Lo studio di fattibilità inoltre tiene conto di quelle che sono le nuove disposizioni in termini ambientali e nel rispetto dei parametri proposti da quello che è definito Bio Golf, altrimenti non potrebbe essere, visto i contesti paesaggistici di rilevanza dove i green nascerebbero; la legge, infatti, mira anche al recupero di intere aree dismesse, alla riqualifica di altre e alla valorizzazione di antichi borghi, che rappresentano senza dubbio un valore aggiunto all’offerta.

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