Il cielo stellato sopra di me
22 novembre 2017
ALVARO una rivista calabrese, l’ultimo progetto
25 novembre 2017

Qui dove è lunga la vita

Senza categoria
Un ultracentenario, un giovane e affermato docente universitario negli Stati Uniti e l’Università della Calabria, sono i protagonisti d’uno dei più importanti studi mondiali sulla longevità

Domenico Logozzo

Televisioni, radio e giornali europei e americani hanno parlato diffusamente del nonnino della Calabria, Salvatore Caruso, che a novembre dello scorso anno ha compiuto 108 anni. Rappresenta uno dei casi che la comunità scientifica internazionale da tempo sta studiando. L’attenzione è sull’importanza della dieta povera di proteine. La ricerca è coordinata dal prof. Valter Longo dell’University of Southern California di Los Angeles, che lavora in collaborazione con il gruppo di genetica dell’invecchiamento e della longevità dell’Università della Calabria diretto dal prof. Giuseppe Passarino. «La ricerca – racconta con soddisfazione Valter Longo – è stata divulgata dal prestigioso Los Angeles Times, dalle principali televisioni americane FOX e ABC, dal Guardian in Inghilterra e dal Washington Post. In America c’è tanta attenzione per questi studi, a tutti i livelli. Anche Obama ha certamente saputo di nonno Salvatore Caruso e del primato di longevità degli abitanti di Molochio». Per una sorprendente coincidenza, Longo è tornato proprio a Molochio, il piccolo paese nella Piana di Gioia Tauro, dal quale i suoi genitori sono emigrati a Genova, dove lui è nato. «Ho finito le scuole secondarie a Chicago dove a 16 anni mi sono trasferito attratto dalla musica jazz. Mi sono laureato in biochimica all’Università del Texas, e ho ottenuto il PhD da UCLA (Los Angeles) dove ho frequentato un master in Patologia. Ho poi fatto un post-dottorato in neurobiology alla University of Southern California, dove adesso sono professore di gerontologia e scienze biologiche e Direttore dell’Istituto di Longevità, uno dei principali centri di ricerca sull’invecchiamento al mondo». Nello studio pubblicato di recente, c’è il suggerimento esplicito di “abbassare l’assunzione giornaliera di tutte le proteine, ma soprattutto le proteine di origine animale”. Il prof. Longo ha citato i longevi del paese dei genitori: «Molti abitanti hanno mantenuto l’abitudine a consumare pasti con un basso contenuto di proteine, privilegiando una dieta a base vegetale». L’attenzione maggiore si concentra ora su Salvatore Caruso. Longo ogni anno va a trovarlo. Parlano a lungo e l’arzillo vecchietto dimostra grande vitalità. «Io suono la chitarra e lui canta le canzoni di un tempo. È la foto che conservo con maggiore affetto». Professore, allora ha scoperto il segreto che allunga la vita agli abitanti di Molochio? «Forse nonno Salvatore il segreto di lunga vita lo sapeva già prima di noi. Ho fatto il giro del mondo per trovare i segreti dell’invecchiamento per poi scoprire che il “mistero” era nel paesino dove passavo le mie estati da bambino. Forse sto esagerando, ma è sorprendente come la dieta dei nonni calabresi si allinea agli studi molecolari, genetici e di nutrizione che facciamo da 20 anni». Pensa di ritornare ancora in Calabria e approfondire la ricerca? «Certamente. C’è un preciso impegno anche da parte delle università italiane. Vengo ogni anno e da qualche tempo sto collaborando con Giuseppe Passarino dell’Università della Calabria e Mario Mirisola dell’Universita di Palermo, proprio per questo scopo». In base ai risultati finora acquisiti quali consigli si sente di dare per poter viveremeglio? «Adottare la dieta che Salvatore e i molochiesi o molochiari (come si dice lì) hanno seguito per la maggior parte della vita: basso apporto di proteine e la dieta a base di fagiolini verdi, olive e pane integrale. Quando poi vanno a vivere con i figli, perché diventati troppo vecchi per poter stare da soli, debbono essere aumentate le proteine principalmente da fonti vegetali». Il mondo scientifico come giudica i risultati dei suoi studi? «Il mondo scientifico bene, quelli che amano o vendono carne e formaggi meno bene, anche se non stiamo dicendo che bisogna eliminarli. Come ho detto a molti giornalisti, non stiamo cercando di proibire carne e formaggi, stiamo cercando di aiutare la gente a vivere più a lungo e più sani, come Caruso, e questo richiede un ritorno alla dieta di Caruso e in più dei digiuni brevi, periodici, come quelli che la chiesa ha richiesto per oltre mille anni. Gli italiani stanno raggiungendo gli americani per quello che si riferisce ai casi di cancro, malattie cardiovascolari e diabete. E questo perché mangiano sempre più proteine (carne, formaggi…). E si vive di meno». Molochio rappresenta ancora una felice eccezione? «Sì. Ha fatto registrare la percentuale di centenari tra le più alte al mondo. Ricordo quando otto anni fa mio zio Salvatore Morabito, mi disse: ”U ragioniere (così in paese tutti chiamano Salvatore Caruso), ha compiuto 100 anni”. La cosa mi fece piacere, perché lo conoscevo molto bene e da bambino giocavo vicino a casa sua. L’anno dopo mio zio mi annunciò: ”I centenari sono 2”. Ritorno l’estate successiva e sempre mio zio: ”Valter, i centenari sono saliti a 3”. Passa un altro anno: ”I centenari sono 4“. Una situazione veramente rara». Da non crederci. Ma soprattutto da studiare per capire il fenomeno… «Certo, capire. Anche se ai più appariva incredibile una cosa del genere. Le racconto questo episodio. Ero in Ecuador con i giornalisti di National Geographic e della televisione franco-tedesca ARTE, che stavano seguendo la nostra ricerca sulla longevità. A loro ho rivolto questo invito: ”Volete veramente visitare uno dei posti dove c’è il più alto numero di centenari al mondo? Dovete andare nel paesino dei miei genitori, a Molochio, in Calabria”. Mi guardarono con molta diffidenza. Tre mesi dopo ricevetti una telefonata da Steve Hall di National Geographic.”Avevi ragione – mi disse – sono a Molochio e abbiamo appena intervistato quattro centenari”. Qualche mese più tardi la stessa cosa fecero i francesi. Girarono il documentario “I segreti della longevità”, con le immagini e la dieta di Molochio. Un filmato che ebbe molto successo. È stato trasmesso dalle televisioni di tutta Europa». Adesso state cercando altri riscontri scientifici. «Con Mirisola e Passarino vogliamo capire se è effettivamente la “dieta di Molochio” che rende gli abitanti di questo paese così longevi ed anche sani. Devo dire che siamo già a buon punto». In Italia la ricerca non è aiutata come sarebbe opportuno. È importante che gli studiosi siano dotati dei mezzi idonei per far bene il loro lavoro. In America è così, vero prof. Longo? «Sì, è cosi. Ma facciamo molti studi anche in Italia dove la bravura dei ricercatori spesso controbilancia la carenza di fondi e di mezzi». Pensa che in Italia avrebbe avuto le stesse opportunità di ricerca e d’insegnamento universitario che ha avuto Oltre Oceano? «Quasi impossibile. L’America è sempre l’America, ma l’Italia potrebbe essere l’America se gli italiani volessero e si mettessero d’accordo per farlo». Quali consigli si sente di dare ai giovani ricercatori italiani? «Fate ricerca, bene e molta, durante gli anni dell’università. Andate fuori dall’Italia, dopo la laurea, per fare ricerca nelle migliori realtà del mondo. Poi, se si creeranno le condizioni favorevoli, potrete sempre tornare in Italia. Ma intanto siete in possesso di una solida preparazione che potete ben mettere a frutto.