Melbourne, un viaggio tra passato e futuro

136
Un padre emigrato che ha avuto successo, chiama dalla Calabria una “banda” musicale per allietare, a sorpresa, il matrimonio della figlia sulle note nostalgiche del mondo lasciato

Cataldo Perri

Il nuovo anno è iniziato con un inaspettato invito dell’amico Gerardo Bonifati, frontman ed animatore culturale dello storico gruppo folk della Pro Loco di Castrovillari, di un viaggio in Australia per dei concerti.

Il pretesto è il matrimonio della figlia di Rocco Pantaleo, uno dei più importanti imprenditori nell’ambito della gastronomia made in Italy con più di cento ristoranti targati “La Porchetta”, sparsi per tutta l’Australia. Pantaleo che è originario di Acquaro (VV), ha voluto fare una sorpresa alla figlia regalandole nel giorno delle nozze “i suoni delle radici”.

Così partiamo, il sottoscritto alla chitarra battente, Checco Pallone al tamburello, Totò Critelli zampogne, lira calabra, ciaramelle, doppi flauti, Sasà Calabrese al basso, Camillo Maffia alla fisarmonica, Gerardo Bonifati voce, Giuseppe Praino mortai e similari, Angelo Vitale voce, un miscuglio di musiche, di varie esperienze, di suoni confluenti quasi per miracolo a creare un mix ideale di tradizione e modernità. Tradizione e modernità è ciò che troviamo anche tra gli invitati al matrimonio in una sontuosa villa con parco: voci e parole impastate con naturalezza di stretto dialetto calabrese e inglese corretto e fluido. I suoni tradizionali hanno creato subito la magia inseguita per anni da Rocco ed ecco che alla memoria affiorano i ricordi delle lucertole acchiappate nelle campagne assolate, i primi chicchi di zibibo maturo assaporato alla pianta, la legna accatastata nella doccia della povera casa, le sfide per amore, i bagni nelle fiumare da bere fra mirtillo e origano ed è stata subito vera festa per tutti gli invitati che hanno sentito il richiamo della tarantella dei padri.

Melbourne, dove risiede una numerosa comunità calabrese, è una città di circa quattromilioni di abitanti, ultramoderna con strade larghissime, parchi infiniti, verde dappertutto, grattacieli e natura, vetro, cemento e fontane in un miscuglio di grande equilibrio, una città con appena due secoli di storia ma che ha saputo mettere a frutto il meglio della cultura occidentale in termini ambientali. Viaggiando in auto fino a Cobram, dove abita mia cugina Franca e la sua famiglia, ho ammirato la campagna australiana con alberi alti e bellissimi di specie diversa, e prima di arrivare, qualche sorpresa: piante di fichi d’india e alberi di ulivo. Mi sembrava un paesaggio del Sud Italia e ho capito che la testardaggine e la tenacia dei nostri emigranti hanno regalato le tipiche piante mediterranee alla generosa e sconfinata terra australiana.

Incontrando dopo tanti anni la cugina Franca, il marito Carmelo, partiti dopo il matrimonio nel 1963, le loro quattro figlie, sono affiorati i ricordi della mia infanzia. Con la dolce nonna Marianna, ero andato in treno da Cariati, avevo undici anni, al matrimonio di questa cugina a Varapodio (RC) e lei aveva sedici anni quando si è sposata con Carmelo. Ho condiviso con lei quei ricordi davanti ad un tavolo generoso di cibo e di sentimenti, capelli bianchi, qualche ruga, tante risate e qualche venata traccia di malinconica nostalgia. È stata l’occasione per confessarle dopo tanti anni che la notte precedente le sue nozze, essendomi toccata, per dormire, la stanza dei dolci, ne ho fatto una scorpacciata di quel ben di Dio.

Durante il soggiorno in Australia sono stati tanti gli incontri con i nostri connazionali, soprattutto in occasioni degli appuntamenti musicali in cui si è esibito, oltre al nostro gruppo, anche Otello Profazio, il mito dei cantastorie calabresi ed insieme abbiamo eseguito alcuni suoi cavalli di battaglia, regolarmente cantati dagli spettatori più adulti. Il primo concerto è stato sul lungomare di Ray beach ad un’ora da Melbourne e nonostante l’improvviso vento freddo, imperterriti, i numerosi partecipanti hanno offerto frittelle ed altri dolci fatti in casa insieme a qualche bicchiere di ottimo vino australiano in un clima di consueta affabilità e socievolezza italiana. Nella serata organizzata al Reggio Calabria Club, la sala concerti è piena e quando cominciamo a suonare davanti al vice console italiano, tutti gli spettatori hanno cantato insieme a noi e a battere il ritmo della tarantella. Il pubblico intervenuto ai concerti è stato letteralmente trascinato in un vortice di ritmo e nostalgia. Così è stato anche nella serata conclusiva al Calabria Club, la più bella sede di circolo emigranti mai vista in giro per il mondo.

Il gentile presidente Sam Sposato ci ha accompagnato nella visita del grande complesso, più di mille metri quadrati con vari saloni, immerso in un bel parco verde, con annessa la cappella dedicata a San Francesco di Paola. Al Calabria Club si stanno impegnando per far partecipare anche i giovani agli eventi culturali della terra d’origine e così potrà continuare il legame con la Calabria e le radici della famiglia.

Grazie Australia, grazie calabresi d’Australia per la vostra testimonianza di laboriosità, testardaggine, onestà e per aver coronato al meglio i sogni che avete portato nelle vostre valigie. Grazie Rocco Pantaleo per aver pensato di regalare la musica dei padri a tua figlia sposa a Melbourne.
ITACA n. 9