Caccuri
KID’S FESTIVAL

123

La seconda edizione del Kid’s Festival, unica tappa italiana della prestigiosa manifestazione internazionale dedicata all’infanzia, domenica 25 giugno si è fermata a Caccuri. Nato nel 2004 a Sarajevo e realizzato sotto il patrocinio dell’UNESCO e dell’UNICEF, il Kid’s Festival Caccuri ha ricevuto lo scorso anno anche l’appoggio e il sostegno del Premio Nobel per la Pace 2015 che ha lodato l’iniziativa nata dalla collaborazione con l’Associazione bosniaca Viakult, l’Associazione tunisina Kamar, l’Accademia dei Caccuriani e l’Associazione Sabir.

Più di 2600 bambini presenti, una trentina le associazioni che hanno partecipato, fra cui anche un’associazione campana, tante le scuole e gli enti calabresi presenti. A Caccuri c’erano inoltre i ragazzi migranti ospiti dei centri di accoglienza della Croce Rossa, le delegazioni dalla Tunisia, Bosnia, Germania e Svizzera.  Per una giornata il piccolo borgo si è trasformato nel paese dei bambini, colorato, festoso, pieno di gioia ed entusiasmo. Per tutto il pomeriggio si sono susseguiti atelier di danza, disegno, yoga, teatro, musica, scultura, lettura… In contemporanea tanti gli spettacoli sul palco dove a essere protagonisti principali erano i bambini, con i loro talenti, la loro curiosità, la loro incredibile capacità di creare arte. L’evento è stato seguito da diverse reti televisive locali e trasmesso in diretta su Radio Studio 97.

 

 

Il Kids Festival è, inoltre, anche un’occasione unica per le associazioni, le scuole e le istituzioni del territorio per fare rete, trovarsi insieme e lavorare su un progetto comune in favore dell’infanzia.

Il messaggio che si è voluto lanciare è che ogni bambino conta, ogni bambino può essere motore del cambiamento e costruttore di un mondo migliore, anche se proviene dal sud del mondo o dal sud d’Italia.

L’interculturalità e l’integrazione, sono i temi scelti per l’edizione italiana. La Calabria, centro geografico e ideale del Mediterraneo, è terra d’immigrazione e transito ma è stata anche per molto tempo terra di emigrazione. Dove se non qui si può parlare ai bambini e con i bambini di un futuro di tolleranza, dialogo e pace?!