Peperoncino Festival: 25 anni piccanti

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Nel 2017 il Peperoncino Festival compie 25 anni. Dal 6 al 10 Settembre ci sarà festa grande a Diamante. Un Festival più piccante e più bello.
L’Accademia è già a lavoro, con l’entusiasmo che cresce ogni giorno col ricordo degli ani passati insieme. Dalla prima edizione del 1992,  fatta per ricordare le caravelle di Colombo cariche di “diavulilli”, all’evento con cadenza annuale. Dalla festa paesana al grande evento culturale che “allunga” la stagione turistica. 

 1992 L’avventura comincia con un convegno

A cinquecento anni dalla scoperta dell’America l’Associazione Teatro dei cedri organizza a Diamante un “evento d’occasione” per ricordare l’arrivo della spezia infuocata a bordo delle tre caravelle: il Titolo è “1492-1992: cinquecento anni piccanti!”.

L’Accademia ancora non c’è ma Enzo Monaco l’organizza già pensando al Festival. Tutto per strada. Nel secondo week end di Settembre che è il mese del peperoncino. Una “sfida piccante” ai grandi eventi di Luglio e di Agosto. Non una sagra ma una vera e propria manifestazione culturale con cinema, teatro, giornalismo, pittura e letteratura. Tutto all’insegna del piccante.

La novità non sfugge ai grandi media nazionali. Annalisa Manduca ospita Enzo Monaco a UnoMattina con un’intervista di otto minuti e Pantaleone Sergi dedica all’evento un paginone sul quotidiano La Repubblica.

Negli anni successivi un’esplosione di cultura piccante. Arrivano i contributi di Vito Teti e Sharo Gambino con Passepartout, Gil David, Giulio Tarro e le fotografie “piccanti” di Oliviero Toscani.

1994 Nasce l’Accademia. La casa editrice pubblica la Ceceide

A Giugno del 1994 nasce l’Accademia del peperoncino. Enzo Monaco capisce che il Festival “funziona” e inventa un organismo stabile per organizzarlo ogni anno. Nasce anche una casa editrice e al Festival di Settembre vengono presentate le prime due pubblicazioni: La Ceceide di Vincenzo Ammirà curata da Sharo Gambino e Sua Maestà il Peperoncino di Enzo Monaco. Arrivano Gianni Pellegrino ed Andy Luotto. Gerardo Sacco, l’orafo delle dive, crea il distintivo dell’Accademia: una maschera apotropaica con un peperoncino in bocca. Quasi una lingua che fa le boccacce!

1995-1999 Peperoncini dal mondo e Vignette sul ring

Nel 1995 Sandro Paternostro e Carmen Di Pietro sono immortalati come Coppia piccante. Lui 73 anni, giornalista RAI da Londra. Lei 30 anni, show-girl in cerca di popolarità. Sandro sul palco dice di essere un gran mangiatore di peperoncino e Carmen balla al ritmo di Tocalo Tocalo che è il suo ultimo successo. La loro presenza infiamma il festival già piccantissimo con la mostra Femmes extremes del fotografo francese Roger Corona. Nella Piazzetta S. Biagio il Prof. Maurizio Grande presenta il suo libro Eros e politica negli anni ’70.

Lino Banfi con l’ambasciatore del Messico Mario Moya Palencia nel 1996 grida lo slogan “No alla droga. Si al peperoncino”.

Nel 1998 dall’Università di Pisa arriva Massimo Biagi con la sua mostra Peperoncini dal mondo, trenta varietà, tanto per incominciare. In pochi ani diventerà la più importante collezione del mondo con oltre 1.500 esemplari.

Nel 1999 col Festival di fine millennio trionfa Totò Personaggio piccante del secolo e nasce Vignette sul ring un’idea straordinaria di Gianfranco Tartaglia che in pochi anni diventerà uno degli eventi fissi del Festival.

2000 Nasce il campionato dei mangiatori di peperoncino

Nel 2000 per la prima volta viene organizzato il Campionato italiano mangiatori di peperoncino. Ci sono pochi concorrenti e vince Francesco Vecchio, un medico calabrese emigrato ad Erba che mangia 840 grammi di spezia infuocata. Negli anni successivi diventerà l’evento clou del Festival, il più importante e il più atteso. Finalissima Sabato sera con dieci finalisti che arrivano dalle selezioni estive fatte in tutta Italia nei mesi di Luglio e Agosto. Da battere il campione in carica Giancarlo Gasparotto che in mezz’ora ha mangiato 900 grammi di “spezia infuocata”.

2001-2003 Penelope Cruz e il francobollo delle Poste

Il 2001 è l’anno di Penelope Cruz, madrina del Festival col film Per incanto o per delizia. Le poste emettono il francobollo Diamante, capitale del peperoncino. Nascono i Laboratori del gusto, il premio per la migliore tesi di laurea sul peperoncino e l’Osteria della malora di Gianni Pellegrino.

Nel primo decennale del 2002 sono protagonisti il Cile e Padre Pio. Fernando Krahn il più famoso vignettista cileno presenta la mostra Facce toste e Michele Placido legge le lettere di Padre Pio.

2007 Peperoncino Festival. Potente attrattore turistico

Nel 2006 arriva la Dreher con i comici di Zelig. Nasce il concorso Versipic e nella Piazzetta S. Biagio viene proiettato il film Ma l’amore si girato a Diamante con Anna Maria Barbera e Gianni Pellegrino. Nel 2007 il quotidiano Il Sole 24 ore dedica al festival un servizio giornalistico e lo definisce “Potente attrattore turistico”.

2010-2016 Convegno medico Prostata e peperoncino

Dal 2010 ad oggi un crescendo di successi. A cominciare dal Guinness dei primati stabilito nella diciottesima edizione del Festival con una treccia di 113 metri portata in processione dai partecipanti alla manifestazione. Convegni con Dave De Witt, Fabio Campoli e il prof. Michele Gallucci che parla di prostata e peperoncino. Gemellaggi col Perù e l’Argentina con la Francia e col Brasile. In mostra le opere piccanti di Mimmo Rotella con Erotellica, i quadri di Mattia Preti e i gioielli di Gerardo Sacco ispirati alle opere del grande Maestro di Taverna. Nello spazio della satira mostre di grandi Maestri come Altan, Cavazzano, Mangosi e Jacovitti. Mostre fotografiche di Pipolo e Caio Garrubba. Cino Tortorella inventa Bambinipic.

Ogni anno Stradateatro la rassegna internazionale di teatro di strada e, unico in Italia, il raduno nazionale delle Statue viventi. Il premio Principe Gourmet assegnato per prima a Gualtiero Marchesi. In esposizione le più rare varietà di peperoncino e le più rinomate specialità piccanti.

Dal 2012 le luminarie sulla foce del fiume Corvino. Per valorizzare l’approdo dei coloni Focesi fondatori di Diamante.

ITACA n. 25