Se un viaggiatore, una mattina…

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Storia di Danilo, giovane brasiliano alla ricerca dei propri antenati e di un cittadino benemerito che da oltre vent’anni raccoglie le memorie familiari dell’intero paese

Antonio Pileggi

Quando scese davanti alla pensilina che segna la fine dell’abitato di San Nicola da Crissa, il g i ovane brasiliano, con una valigia e un portatile sottobraccio, fece a tempo a osservare il riflesso dell’alba sul parabrezza della corriera che si allontanava . “Sperso, emozionato ma felice” bussò alla prima porta del paese alla ricerca di una minima indicazione. Provò a dire qualcosa in inglese ma non trovò riscontro nella signora che gli aveva socchiuso la porta. Tentò allora nella sua lingua, il portoghese, e, soprattutto, nominò un cognome illuminante: Galloro. Allora la padrona di casa non ebbe dubbi . Gli indicò il centro del paese, “Michelina”, aggiunse

Il ragazzo non si perse d’animo e, giunto nella piazza centrale,b ev ve un sorso d’acqua dalla fontana antica e chiese agli astanti di Michelina. La casa era a cento metri da lì, non fu difficile individuarl a . L’idioma brasiliano è comune in casa di Michelina che per giunta coniuga Galloro. Tutti i brasiliani giunti nel tempo a San Nicola aveva n o , per forza, a che fare con lei per via dei sette zii e m i grati nell’America Latina alla fine dell’Ottocento.

Michelina è mia madre. Mi chiamò. Scesi e vidi questo ragazzone biondo con gli occhialetti da intellettuale, volto da persona perbene. S’illuminò e provò a spiegarsi, al solito, in inglese.

“No speak english”, dissi.

” Portugheso?”, chiese. ” Meglio”, risposi. Così mi spiegò che si chiamava Danilo, che arr i va va con un volo da Londra e un treno da Roma. Era salito sul pullman che dalla stazione di Vibo-Pizzo porta a Serra San Bruno. Il documento che mi stava mostrando l’aveva scaricato da internet, d ove aveva fatto una ricerca sugli antenati, scoprendo che il suo bisnonno era un Galloro ed era nato a San Nicola da Crissa. Studiava a Londra, Danilo e voleva diventare comunitario. Punto.

Con questi pochi indizi non era facile ricostruire una storia, tanto meno un albero genealogico. A chi mi potevo rivolgere? Pensai al mio barbiere, Antonio Galati, grande raccoglitore di memorie. “Non io”, disse. “Il Comune?”, provai. “Bruno Congiustì”, rispose secco.

Come avevo fatto a non pensarci prima?

0963 73… ” Pronto , Bruno? Sono Antonio di Michelina. Ci serve una consulenza. Un caso disperato!”

“Addirittura. Aspettami, tra dieci minuti sono da te”.

Quando arrivò, gli presentammo Danilo e il suo problema.

Dai dati, che a noi dicevano poco e niente , Bruno intuì che quel bisnonno di cui il ragazzo parlava, apparteneva a “lingrisi ” , dunque egli, non solo possed eva tutte le notizie necessarie per risolvere il caso, ma, era, in paese, l’unico suo stretto parente.

Per averne conferma , B runo a casa sua, d a vanti al computer, snocciolò nome, cognome, soprannome, paternità, coniuge, figli, data di nascita, di partenza, d i morte. Eccolo il segreto di Bruno Congiustì . Partendo dalle interviste agli anziani del paese raccolte più di vent’anni fa, r iguardanti i parenti emigrati , si accorse che oltre alle date, venivano fuori storie nascoste e impensate. Così da allora quello che Bruno fa è registrare luoghi, persone, numeri e sogni con tanto di annotazione a margine che delineano un mondo, a nzi, come direbbe Corrado A lvaro “una civiltà scomparsa”. Conclusioni.

Danilo, dopo sei mesi vissuti a San Nicola da Crissa, ospitato dal cognato di Bruno, Pino Dirracolo, che si è preso cura (bontà sua) del giovane brasiliano e di sua moglie Ester, abita ora a Londra da cittadino e non più da quasi clandestino. B runo ha fondato uno splendido giornale La Barc unata d ove rivivono storie e memorie.

Michelina, oltre a farmi da madre, continua a ospitare cugini brasiliani. Ed io sono qui a raccontarvi anche questa storia. Bruno Congiustì

ITACA n. 2